Metodologia - Azimut Formazione

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Metodologia

La metodologia di Azimut si caratterizza per un forte orientamento alla persona, al suo valore e alla sua esperienza. Vi è infatti una radicata convinzione pedagogica nel considerare l’individuo nella sua totalità, partendo dal presupposto che per qualsiasi cambiamento sia innanzitutto necessario individuare le risorse presenti. L’utilizzo di una metodologia attiva, con strumenti quali lo psicodramma, il sociodramma, la sociometria e il role playing, costituiscono il tratto distintivo di questo approccio. Le singole tecniche sono un mezzo per favorire lo sviluppo e forniscono uno sguardo verso il futuro. Non essendo il passato modificabile in alcun modo, è possibile solamente cercare di armonizzarlo, in tutte le sue rappresentazioni , per trovare un modo di renderlo utile nel presente. Si tratta di una prospettiva estremamente realista, poco illusoria e a volte cruda, ma nello stesso tempo determinata verso una possibile trasformazione. L’integrazione con contenuti teorici e cognitivi accresce infine la padronanza, il controllo di sé, la consapevolezza del proprio potenziale e la motivazione verso il cambiamento.

Le varie attività e i percorsi sono progettati esclusivamente in base ai veri protagonisti della scena; le persone, le loro storie, le loro emozioni. Da questa prospettiva il ruolo del conduttore viene spogliato della veste di maestro, almeno nel senso stretto del termine, virando in una dimensione gestionale del processo, che a quel punto è di proprietà del gruppo o del singolo. L’ottica della proprietà del processo è particolarmente significativa in quanto scardina le aspettative, a volte sfidanti, dei partecipanti che tendono a reagire alle indicazioni del didatta con una dinamica del tutto interdipendente. Il termine inglese “direction”, ovvero regia, pare prestarsi bene a questo punto di vista, includendo sia componenti direttive che creative, ma soprattutto caratterizzate da una posizione decentrata del conduttore rispetto alla scena pedagogica. Uno sguardo terzo quindi, rispetto al singolo soggetto e al gruppo, capace di cogliere le suggestioni dell’apprendimento e di restituirle in momenti opportuni.

Riferimenti e glossario metodologico

Jacob Levy Moreno
Moreno nasce in Romania nel 1889. Personaggio eclettico e geniale ha contribuito alla nascita della psicoterapia di gruppo. L'idea di poter aiutare una persona agendo attraverso il suo sistema di relazioni si rivelerà nel tempo straordinaria e uno spunto fondamentale per molti altri autori dell'epoca. Nei primi due decenni del '900 Moreno è già residente a Vienna, dove conclude gli studi in medicina (1917) e la successiva specializzazione in psichiatria. Già negli anni precedenti alla laurea inizia a manifestare il suo interesse verso i gruppi e le relazioni interpersonali. Lo psicodramma, il sociodramma e la sociometria saranno i tre filoni di intervento sui quali Moreno svilupperà e perfezionerà la sua teoria. Il primo diverrà un modello di intervento sul singolo, il secondo sui gruppi ed il terzo una modalità di ricerca e intervento sullo status sociale all'interno di comunità.

Rappresentazione
L’idea di rappresentazione si riferisce alla forma che la realtà ha assunto una volta che è stata vissuta e interiorizzata. Se la storia costituisce un dato oggettivo, caratterizzato da fatti e episodi ben precisi, la rappresentazione è il significato ultimo che vi è stato attribuito. Per questo lavorare sulle rappresentazioni significa entrare nella dimensione interna del soggetto e tentare di modificarne la disposizione armonica. Pertanto modificando la rappresentazione si va a incidere direttamente sulla percezione della realtà e si aprono le strade a nuove prospettive.

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